Il Flamenco, storia e cultura dei gitani andaluso

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Il Flamenco, storia e cultura dei gitani

La forma d’arte del popolo nomade attraverso i secoli

Il Flamenco è la musica del popolo nomade dei gitani che durante le loro migrazioni hanno attraversato tutto il medio oriente e il mediterraneo.

Il luogo d’origine del popolo gitano è ritenuto una regione situata nell’attuale Pakistan da cui vennero esiliati in seguito a una serie di conflitti e invasioni. Da qui passarono in Egitto, in Cechia e in Slovacchia e infine, durante il XV secolo nei Balcani-Italia, in Francia e in Spagna, dove divennero stanziali.

L’Andalusia, regione con una secolare tradizione culturale e scientifica improntata alla multietnicità, è il luogo dove la tradizione Gitana ha trovato le condizioni più adatte per la propria integrazione.

Il termine flamenco deriva dall’unione delle parole arabe “felag“ (contadino) e “mengu” (errante, fuggitivo), e entrò nell’uso linguistico come sinonimo di Gitano nel secolo XVIII. Uno dei primi documenti scritti sul flamenco si trova in una delle Cartas Marruecas di Cadalso (1774), dove la musica flamenca viene esplicitamente attribuita ai gitani. Tra il 1765 e il 1860 si sviluppano tre “focolai” di evoluzione della musica flamenca, che crearono in seguito tre distinte scuole stilistiche: Cadice, Jerez de la Frontera, e il quartiere di Triana a Siviglia.

L’epoca tra il 1860 e 1910 è detta l’età d’oro del flamenco. Esso viene interpretato nei “Cafè”, conosciuto e amato dal pubblico spagnolo. Il baile acquista tutti gli elementi stilistici attuali e il cante conosce quella che è considerata l’epoca del classicismo, in cui prevale il cante jondo, il canto malinconico della tradizione flamenca.

Tra gli strumenti musicali viene introdotta la guitarra. Tra il 1910 e il 1955 il cante subisce influenze dal son sudamericano, (in concomitanza con le emigrazioni-immigrazioni nell’america latina).

A partire dal 1955 sorge il “rinascimento flamenco” In questo periodo sorgono i tablaos ovvero locali (eredi dei precedenti cafè) in cui sono presenti delle pedane di legno su cui gli artisti, o anche la gente comune, può esibirsi, accompagnata dal chitarrista e dal cante. Le tendenze stilistiche hanno visto nell’arco degli anni, spostare l’attenzione quando sulla parte superiore del corpo, (testa, braccia, polsi, nacchere, o castañuelas) specialmente nel flamenco femminile, quando sulle gambe e sui piedi.

Molte esibizioni maschili si basano principalmente su giochi virtuosistici di zapateado y taconeos. La guitarra, assente nel flamenco dei primordi, è diventata di recente uno strumento anche solista, oltre che accompagnatore. Quindi definire il flamenco una danza, oppure un genere musicale, forse è restrittivo. E` entrambe le cose, ma è anche una forma di rappresentazione teatrale, è il modo dei gitani, popolo fuori dalla storia, di raccontare la propria storia.

Fonte delle informazioni: Cinque quotidiano

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